Seleziona una pagina

Attacchi di Panico e Mindfulness

Scopri come affrontare gli attacchi di panico con la mindfulness.

 

Ancora ricordo esattamente tutti i dettagli di quella sera: la prima volta che ho avuto un attacco di panico. Avevo qualche anno in più di venti e come tutte le sere mi misi a letto per dormire. Era un periodo molto stressante per me, avevo tantissimi pensieri negativi, avevo cambiato da poco città di residenza, non conoscevo nessuno, uscivo pochissimo, ero abbastanza isolata sia fisicamente che mentalmente.

Iniziai a tremare, tantissimo, come se fossi stata in costume da bagno in piena era glaciale! Sudavo, avevo palpitazioni e una stretta fortissima al torace che mi impediva di respirare. I pensieri erano tutti concentrati su cosa mi stesse accadendo e sinceramente non ricordo quali furono quelli specifici iniziali, che mi portarono a quella condizione fisica. Pensavo solo che stessi per morire.

Accanto a me c’era il mio futuro marito, che, ovviamente, non sapeva come gestire la situazione del tutto nuova e spaventosa. Ai tempi ero una studentessa di psicologia e, in quanto tale, ricondussi i vari sintomi a quella che poteva essere una crisi di attacco di panico. Il problema però risiedeva nel fatto, che proprio da psicologa, sapevo che prima di effettuare una diagnosi si deve escludere ogni causa di malattia fisica. E quindi, me ne stavo in questo loop di pensieri aspettando la possibile morte, pensando di non poter avere la certezza che fosse una crisi passeggera dovuta a qualcosa che in quel periodo non andava in me e che quindi, in conclusione, poteva essere benissimo un infarto! Perché si, i sintomi sono molto simili.

Dopo qualche minuto,che per me fu un’eternità, tutto cessò. Mi aiutai con respiri profondi, con chiacchiere di distrazione, pianto di sfogo e camminate frenetiche su e giù per la camera.
Da quella volta, quasi ogni sera, avevo un appuntamento fisso con il panico!
Decisi di affrontare il problema prima che il vero disturbo diventasse l’ incubo di andare dormire!
Per caso, in questo periodo, venni a conoscenza della pratica mindfulness.
Iniziai a seguire corsi assiduamente. Oltre a questo mi feci seguire da una psicoterapeuta. Il mix fu vincente. Avevo scelto il percorso perfetto per me. Con tanto impegno e dedizione riuscì a guarire fino a diventare io stessa una psicologa e insegnante di meditazione.

Mi piace l’idea di poter aiutare gli altri come sono stata aiutata io e soprattutto, mi piace l’ idea di promuovere la mindfulness per il benessere personale.
Un altro stile di vita è possibile, concreto e realizzabile.
Chi soffre di attacchi di panico sa come è difficile affrontare ogni giornata.
Sa che può accadere in qualsiasi momento, tutto si offusca. Inizia la fobia di uscire per paura di avere una crisi in luoghi non sicuri come le quattro mura di casa. Sì inizia ad evitare tutto e tutti, ci si isola. La paura della paura. Questo è il panico. Ma con un po’ di forza se ne può uscire.

La pratica di meditazione mindfulness è molto utile per affrontare questo percorso di guarigione, soprattutto se affiancata ad un percorso di psicoterapia.
Come ho spiegato nell’articolo precedente sull’ansia (perché il panico è una delle tante sfaccettature dell’ansia), la meditazione, ci aiuta a:

  • distaccarci dai pensieri,
  • non essere soggetti al vortice emozionale,
  • ridimensionare il rimuginio,cioè i pensieri ripetitivi rivolti verso eventi futuri e quindi il vagare della mente,
  • coltivare emozioni positive,
  • diventare consapevoli dei nostri contenuti mentali.

Scientificamente parlando, sappiamo che:

“Gli attacchi di panico o disturbo da panico, classificati ed inseriti come “panic attack/s (PA/s)” o “panic disorder (PD)” nel DSM (Manuale diagnostico dei disturbi mentali), sono una classe di disturbi d’ansia caratterizzati da intensi stati di ansia accompagnati da altri sintomi psicologici e somatoformi che si presentano, in maniera perciò imprevedibile, generalmente senza una razionale causa scatenante, durando per diversi minuti e lasciando sovente la persona provata dall’attacco e con la paura di subirne altri.” [Cit.]

La cosa più importante da tenere a mente è che un attacco di panico non è pericoloso. La sensazione soggettiva di morire non è collegata a quello che succede nella realtà.

Con il tempo, la meditazione ci aiuta a capire quali sono i campanelli d’allarme che precedono una crisi e, continuando a meditare, impariamo a riconoscere i pensieri e le emozioni legati a questo stato e a liberarci una volta per tutte dalla paura per tornare essere padroni di noi stessi.

Per quanto riguarda il come praticare la mindfulness vi invito a consultare gli articoli precedenti (trovi la categoria qui).

Rimango a completa disposizione per ulteriori chiarimenti su come praticare e su eventuali dubbi e perplessità.

Dr.ssa Santacroce Giuseppina

Il Segreto del Rilassamento

Impariamo a rilassarci e ad allentare lo stress.

Scopri il segreto perduto nascosto dentro di te e attiva il potere energetico delle tue mani per superare ciò che non ti fa star bene, attivando l’Auto-Guarigione.

Scopri di più