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Come fronteggiare l'ansia con la Mindfulness

Ecco cosa poter iniziare a fare per migliorare la tua ansia sin da subito

 

“L’ansia è uno stato emotivo a contenuto spiacevole associato ad una condizione pericolosa e minacciosa effettivamente tale nella realtà o soggettivamente ipotizzata. Si distinguono in questo senso l’ansia normale e l’ansia patologica. L’ansia é normale o fisiologica se la risposta é adeguata di fronte a situazioni oggettivamente traumatizzanti. Essa consente la realizzazione di comportamenti adattivi utili a superare e/o controllare un pericolo in realtà esistente. L’ansia patologica è tale per la proporzione tra stimolo ansiogeno (non esistente o  minimo)  ed effetto risultante. Nell’ansia patologica sono possibili accanto ad elementi emotivi di attesa penosa, disturbi somatici di vario genere: tachicardia, sudorazione, tremori, diarrea, etc.”
[Manuale di psichiatria Giberti Rossi ]

L’ ansia può essere generalizzata,  ovvero legata ad eventi generici che accadono nella vita della persona o libera, quando cioè non è collegata a nessun evento in particolare.
Si parla, invece, di ansia anticipatoria quando abbiamo di fronte uno stato di allarme eccessivo prima di un determinato evento (esame, appuntamento importante, intervista di lavoro, ospedalizzazione, etc.).
In oltre, sempre nello spettro dei disturbi di  ansia, troviamo quella legata ad una infermità fisica, attacco di panico e fobie.
Semplificando, l’ansia, quando esagerata, diventa patologica. La troppa preoccupazione, un pensiero negativo ricorrente, un’emozione a cui non siamo in grado di dare voce, etc., ci può mandare in tilt, oscurando la nostra mente e allontanandoci dalla soluzione e dalla nostra pace interiore.

L’ ansia è uno stato d’animo che per lo più ci fa vivere nel futuro, aggiungerei macabro. Ci lascia  immaginare scenari disastrosi. Il problema fondamentale è che il cervello non sa distinguere quando un evento è reale o quando lo immaginiamo e così agisce sempre come se stesse vivendo nella realtà. Questo mette in atto reazioni ormonali e chimico/fisiologiche al fine di fronteggiare la minaccia (reale o fittizia)  presentata nel nostro cammino. Il nostro corpo così, quando sottoposto a stimolo di “pericolo” per lungo tempo, sarà in modalità di iper-difesa e inizierà a produrre delle sostanze che diventano tossiche per noi se sono eccessive e durature nel tempo. Sappiamo che questo non ci fa proprio bene.

Come fare per abbassare i livelli di ansia?

Con la meditazione  (vedi articoli precedenti) ci alleniamo a vivere nel presente. Questo ci permette di:

  • distaccarsi dai pensieri,
  • non essere soggetti al vortice emozionale,
  • ridimensionare il rimuginio, cioè i pensieri ripetitivi rivolti verso eventi futuri e quindi il vagare della mente,
  • coltivare emozioni positive,
  • diventare consapevoli dei nostri contenuti mentali.

Mi torna in mente un aforisma che, seppur banale, mi aiuta come un mantra, ogni volta che mi trovo in una situazione di disagio:

“Se si può risolvere perché ti preoccupi?
Se non si può risolvere perché ti preoccupi?”

Letto non so dove nè quando ma da anni questa semplice frase mi aiuta a riportare il Focus nel presente ed agire in modo più consapevole.

Con la mindfulness ci si concentra sulle sensazioni del corpo che emergono quando si è in uno stato ansioso. Proviamo a  rimanere presenti, sperimentando i sintomi dell’ansia cercando di diventare coscienti che i pensieri non corrispondono alla realtà e che i sintomi fisici sono una reazione alla minaccia percepita. Con il tempo, la risposta ansiosa si affievolisce perché ci si allena a riconoscere gli eventi come non minacciosi.
Preoccuparsi è normale però quando il livello di soglia viene superato possiamo arrivare al punto di non vivere pienamente la nostra esperienza o addirittura evitarla.

Alcuni suggerimenti per sovrastare i momenti in cui abbiamo un attacco di ansia possono essere quelli di ancorarsi al corpo e al respiro.
Proviamo a sentire i piedi a contatto con il pavimento, sentiamo il corpo in tutta la sua interezza e pesantezza. Percepiamo il contatto con quello che ci circonda e con quello che è reale.

Concentrandoci sul nostro respiro possiamo contare le inspirazioni e espirazioni per avere la sensazione di essere maggiormente ancorati alla realtà e per rendere la pratica più semplice nel momento di disagio.

Dr. Santacroce Giuseppina

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