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Come praticare la Mindfulness

Come praticare la Mindfulness: tutti i segreti svelati

In questo articolo approfondiremo il tema di come si pratica la mindfulness. Nell’articolo precedente “cosa è la mindfulness” ho utilizzato le parole del dr. Kabat-Zinn, padre della pratica, per rendere meglio il concetto:

Mindfulness, tradotta come “Consapevolezza”, esprime il “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante. Si tratta cioè di dirigere la propria attenzione a quello che accade nel proprio corpo e intorno a sé, momento per momento, ascoltando più accuratamente la propria esperienza, e osservandola per quello che è, senza valutarla o criticarla”.

Parlare della teoria della mindfulness e’ molto affascinante, però poi, allo stato dei fatti in molti vi chiederete come si fa meditazione e cosa è in sostanza meditare!

Come si fa la meditazione Mindfulness e che cos’è la meditazione

Esistono due modalità principali di praticare la meditazione di consapevolezza correlate tra loro:

  1. la pratica formale, che consiste nel meditare in maniera strutturale almeno una volta al giorno e
  2. la pratica informale, che non prevede una pratica strutturata e può essere messa in pratica in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi contesto.

 

Per quanto riguarda la pratica formale, ci sono alcuni accorgimenti come luogo, orario e posizione di cui mi piacerebbe parlare in maniera abbastanza fugace.

Se siamo dei principianti, un luogo tranquillo, silenzioso e lontano da distrazioni può agevolarci nella pratica.

Acquisendo esperienza noteremo che, in realtà, possiamo meditare in qualunque luogo , senza necessità di siti raccomandati.

Per quanto riguarda l’orario, se mettete in atto una veloce ricerca in internet, troverete tante informazioni discordanti tra loro, perché, in effetti, non c’è una regola da seguire. C’e’ chi dice che e’ meglio meditare di mattina perché si e’ più “freschi”, chi dice che e’ meglio la sera o chi che bisogna rispettare sempre lo stesso orario per creare una sorta di continuità e disciplina dentro di noi.
Per quanto mi riguarda, la mia esperienza e’ stata quella di iniziare a meditare con costanza sempre allo stesso orario, con il tempo, però, ho iniziato a riscontrare dentro di me una sorta di fastidio, ogni volta che dovevo iniziare la pratica. A lungo andare ho capito che quello che non andava, nel mio caso specifico, era la ripetitività. Era diventato un dovere e questo fece si che stavo per abbandonare la pratica.

Nel linguaggio degli istruttori è un “ostacolo alla meditazione”, ovvero tutto ciò che può allontanarci dal meditare, ma affronteremo questo tema in un altro articolo.

Molti dei miei colleghi hanno trovato un infinito giovamento nel seguire questa modalità, ma io “mi ci sentivo stretta”.
Così ho iniziato a meditare quando avevo voglia, necessità o perché no, tempo. Il segreto ovviamente è mantenere la costanza di almeno una pratica meditativa al giorno di 20/45 minuti ( si può iniziare anche con pochi minuti al giorno) e i benefici non si sono fatti attendere.

Il mio consiglio per te

In sostanza il mio consiglio è quello di “andare a tentativi” fino a scoprire la modalità che si adatta di più al nostro essere, modelliamo la pratica alla nostra vita al fine di farla diventare una parte reale e soprattutto piacevole del nostro quotidiano, il nostro rifugio, il nostro tornare a casa.

Per quanto riguarda la posizione, voglio sottolineare che non siamo monaci buddhisti esperti, non dobbiamo raggiungere la posizione ideale, il nostro obiettivo è semplicemente quello di essere più consapevoli.
Si può meditare su una sedia, a terra su un cuscino da meditazione (zafu), o un cuscino del divano, su sgabelli per meditare.
L’importante è avere una posizione comoda, in cui ci sentiamo a nostro agio, ma che al tempo stesso sia dignitosa, con la schiena eretta, che ci dia un senso di presenza (se stiamo troppo rilassati infatti rischiamo di addormentarci, che in una condizione di iper stress, ben venga, approfittiamo del riposo e meditiamo in un secondo momento).

Come praticare la Mindfulness: i passi da compiere

Bene. Ho scelto il luogo, l’orario, mi sono messo comodo. E ora? Che faccio?

Iniziamo a portare la nostra attenzione al modo in cui siamo seduti e dove siamo seduti, iniziamo a prendere coscienza del dove siamo e in che posizione è il nostro corpo. Dopo alcuni minuti di questa osservazione su noi stessi e il nostro intorno possiamo portare la nostra attenzione al nostro amato respiro. Non dobbiamo modificarlo, cercare di respirare più profondamente o più veloce o in modo diverso dal solito. Semplicemente osserviamo l’aria che entra dentro di noi e l’aria che esce.
Ogni volta che ci accorgiamo che la nostra mente divaga dietro qualche pensiero, e ciò succederà più spesso di quanto immaginiamo, semplicemente perché è l’attività naturale della mente, in modo gentile, riportiamo la nostra attenzione al respiro. Questo è meditare. Questa è consapevolezza. Questo è essere nel qui ed ora.
Si dice semplice ma non facile.

Il mio consiglio è provare a praticare. Per quanto una persona possa essere brava nel descrivere una pratica meditativa il miglior modo per capire cosa si stia leggendo è fare esperienza.

Ma come portiamo alla fine la pratica di consapevolezza nella nostra quotidianità?

“Nella vita quotidiana potete fare pratica di questo metodo prendendo ogni attività di routine che normalmente è solo un mezzo per raggiungere un fine, e dedicarvi la massima attenzione, in modo che diventi un fine in sé” (Eckhart Tolle)

Scegliamo delle attività giornaliere e decidiamo di dirigere i nostri sensi in questa azione, come ad esempio lavarsi i denti (proviamo a notare la sensazione del dentifricio sui denti, le spatole dello spazzolino, il movimento della mano, etc.), guidare (proviamo a portare attenzione a come siamo seduti, a tutti i movimenti del nostro corpo mentre siamo alla guida, osserviamo la strada e il suo intorno, etc.), ascoltare musica e infinite altre attività. Anche qui ogni volta che ci accorgiamo del vagare della mente, appena possibile con gentilezza torniamo all’oggetto/azione della nostra attenzione.

Presto ci accorgeremo dei preziosi momenti che fino ad ora abbiamo sottovalutato o addirittura non notato e noteremo come sono preziosi per noi le piccole osservazioni del mondo che ci circonda e i benefici che apporta l’essere presente nella nostra quotidianità.

Dr.ssa Giuseppina Santacroce

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