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Mindfulness e Insonnia

Scopri come migliorare l’insonnia con la Mindfulness

 

Sfido chiunque ad asserire di non aver mai sofferto almeno una volta di insonnia. Per qualsiasi motivazione,un pensiero ricorrente, un qualcosa da progettare per il futuro o anche una semplice eccitazione per una gita del giorno dopo, sono certa che tutti abbiamo avuto difficoltà a prendere sonno.

Io per prima ricordo un periodo, per fortuna breve, della mia vita, in cui ne ho sofferto. Era un periodo un po’ turbolento, e ogni volta che si avvicinava l’ora di andare a dormire iniziavano le ansie legate a questo momento e, come tutti, ho provato qualsiasi stratagemma:

  • leggevo libri noiosi,
  • contavo le pecore,
  • mi giravo  e rigiravo nel letto,
  • andavo a dormire molto tardi.

Questo ha portato che durante il giorno ero molto distratta, nervosa, stressata e assonnata. Per fortuna la situazione si è risolta da sola. Ai tempi che ho sofferto di insonnia ancora non conoscevo la mindfulness e quindi non ho potuto avvalermi dei suoi benefici, però in seguito, nelle notti occasionali di “non sonno”, ad esempio prima di un esame o notti con “qualche grillo per la testa” mi ha portato grande beneficio ed aiuto, ed è per questo che, l’argomento approfondito oggi sarà l’utilizzo della pratica di meditazione come aiuto per combattere l’insonnia.

Andiamo per gradi cercando di capire prima cosa è l’insonnia.
L’insonnia si avverte quando si ha la percezione soggettiva od oggettiva della diminuzione della durata del sonno:

  • soggettiva perché si possono compiere le ore adeguate di sonno eppure non sentire di aver fatto un riposo ristoratore,
  • oggettiva perché non si è dormito abbastanza per fare recuperare al corpo e alla mente le forze per affrontare la giornata.

L’insonnia può essere occasionale legata per lo più a fattori transitori come un particolare pensiero del momento, una malattia passeggera, un evento del momento, una particolare temperatura, etc., o cronica, quando l’insonnia dura nel tempo.

Quando l’insonnia si manifesta in assenza di malattia fisica, possiamo riscontrare le cause in fattori psicologici ed emotivi, e quindi,come detto in precedenza, legata a preoccupazioni (famiglia, lavoro, denaro,etc.) le quali causano ansia e stress. A volte, invece, la causa di insonnia, può essere legata alla presenza di fattori ambientali.
Come prima menzionato, provato sulla mia persona, le conseguenze dell’insonnia hanno un impatto assai negativo sul benessere individuale.
Ci si trova assonnati, poco concentrati, con problemi di memoria per non parlare della irritabilità e della stanchezza generale e in più, soggetti a malattie e infezioni a causa dell’ abbassamento del nostro sistema immunitario.
Il nostro corpo ha bisogno di riposo per recuperare le forze ed essere in piena forma!

Studi scientifici dimostrano che le persone con insonnia possono trarre beneficio dalla pratica della meditazione a livello sia qualitativo che quantitativo del sonno, ossia dormire meglio e di più!

Per quanto riguarda cosa è la mindfulness, come praticarla e benefici vi invito a leggere gli articoli precedenti (puoi trovarli qui). Nello specifico dell’insonnia, l’efficacia della mindfulness è data, oltre che dal decentramento dei pensieri e dalla diminuzione del rimuginio, anche dall’incoraggiamento ad osservare i propri pensieri legati all’insonnia e a relazionarsi con loro con un’ottica di accettazione.
Tra le diverse pratiche mindfulness quella più “adeguata” a questa problematica è il body scan.

Body Scan

La pratica  prende spunto da un’antichissima pratica yogica: lo yoga nidra.  È un metodo che, se applicato in modo costante e sistemico, induce un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale. Si esegue sdraiati e con la rotazione sistematica della consapevolezza nelle varie parti del corpo. L’obiettivo consiste nel sentire ogni parte del corpo e soffermarsi su di essa restando presenti. Con l’attenzione facciamo entrare e uscire il respiro e, come nella meditazione seduta, ogni volta che ci accorgiamo del vagare della mente, in modo gentile riportiamo l’attenzione alla parte del corpo che stavamo esaminando.

La pratica del body scan consente di identificare le zone problematiche accanto a quelle in perfetta funzione.
La visualizzazione delle diverse aree problematiche si accompagna ad una serie di processi mentali tra cui:

  • accettazione piena senza giudizi
  • ed eliminazione o riduzione delle reazioni emotive avverse.

Inoltre, considerata l’efficacia della pratica, gli studiosi hanno di recente messo a punto un nuovo protocollo: la Mindfulness-Based Therapy for Insomnia (MBT-I).

Vi auguro un buon riposo consapevole!

Dr.ssa Santacroce Giuseppina

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