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Mindfulness: i benefici

Il messaggio che mi piacerebbe far arrivare dalla lettura di questo articolo è il reale beneficio che si riscontra nel meditare, nel dedicare un piccolo spazio giornaliero a questa pratica, dove possiamo permetterci di essere noi stessi nella nostra interezza, senza filtri di contorno, senza ruoli da ricoprire, solo e semplicemente noi, nella nostra unicità.

Ci sono milioni di articoli che attestano i benefici concreti del praticare mindfulness, con annessi riferimenti scientifici molto interessanti e indubbiamente veritieri, onde per cui, farò una veloce panoramica generale (anche se così non sembrerà, per la mole di benefici riscontrati!) .

Ricordiamo che la meditazione mindfulness è una pratica di consapevolezza laica e scientifica, usufruibile da tutti, esercitata in due modalità principali correlate tra loro, ossia la pratica formale, che consiste nel meditare in maniera strutturale almeno una volta al giorno e la pratica informale, che non prevede una pratica strutturata e può essere messa in pratica in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi contesto. L’ obiettivo di questa pratica, oltre al benessere globale della persona, è quello di allenare la nostra presenza mentale per poter essere nel qui ed ora.

Ho deciso di separare gli ambiti dei benefici in: fisico, psichico, comportamentale/relazionale e professionale in modo da facilitare la lettura:

  • Sul Piano Fisico: rafforza il funzionamento generale del corpo, la sua capacità di guarigione, le risposte immunitarie, la reattività allo stress. Agisce su dolore cronico, malattie cardiovascolari, aiuta, in modo significativo, a sostenere l’impatto di malattie croniche o degenerative, attraverso la coltivazione dell’accettazione. È un aiuto efficace per le cure delle malattie della pelle, aiuta a liberarsi dalla dipendenza da sostanza (fumo, alcool e droghe), migliora la qualità del sonno, etc.
  • Sul Piano Psichico: aiuta a riconoscere le emozioni,  a “sentirle” e localizzarle nel corpo; permette un maggiore equilibrio emozionale; permette una riduzione nella proliferazione delle emozioni e pensieri negative (gli stessi, quando emergono, vengono percepiti come meno dolorosi ed invasivi); aumenta la capacità di mantenere il focus sul presente riducendo la ruminazione mentale (vagare con la mente) e il decentramento dai pensieri; si è dimostrata significativamente utile nella gestione di molti stati psicopatologici (disturbi alimentari, disturbi d’ansia, attacchi di panico, ricadute depressive); aiuta a sviluppare ed amplificare le emozioni positive, etc.
  • Sul Piano Comportamentale/Relazionale: permette di aprirsi a tutte le situazioni (piacevoli e spiacevoli) e questo alimenta curiosità, fiducia e disponibilità; aumenta l’apertura mentale priva di pregiudizio, sviluppa quindi una mente non giudicante che permette di incontrare l’esperienza con l’altro così come è; stimola ad una maggiore attenzione alla “qualità” nella relazione: contenuti, toni emotivi e tempi della comunicazione diventano congrui e finalizzati al “rispetto” e a trarre dalla relazione con l’altro beneficio e senso di benessere; sviluppa una rinnovata capacità di ascolto, (profondità, ricettività, apertura); una diminuzione dei pregiudizi durante l’incontro con l’altro; una maggiore disponibilità verso gli altri in genere; una maggiore sensazione di connessione con l’altro; permette un maggiore accesso alle possibili risorse interiori ed alle proprie qualità personali, etc.
  • Sul piano professionale: migliora la gestione dei propri stati mentali ed emotivi con evidenti conseguenze nella qualità del lavoro svolto e nella comunicazione con altri; sviluppa un allenamento mentale per poter dirigere e mantenere  concentrazione, ricettività e vigilanza anche in condizioni di carichi di lavoro imponenti, superlavoro e stress; aumenta la capacità di  stabilire dinamiche interpersonali sane ed efficaci per un buon team building; agevola la  leadership permettendo al manager di svolgere il ruolo di capo  con assertività ed umanità al contempo. Aumenta le capacità di problem solving e di gestione del “not knowing” per affrontare le difficoltà che si incontrano sul percorso; aumenta la  possibilità di portare contributi  illuminanti e idee creative; di uscire dagli schemi abituali e dai condizionamenti; di agire con maggiore competenza ed etica.

Questa settorializzazione è solo apparente, perché gli ambiti sono, in realtà, sempre strettamente interconnessi e i risultati, anche se cercati per uno specifico problema o disagio, hanno in genere l’effetto di allargarsi a cerchi concentrici nei vari settori della nostra vita, così se si avranno miglioramenti, ad esempio, sul piano fisico, verranno riscontrati anche negli altri ambiti e viceversa.

In linea generale ho elencato “brevemente” il potere del meditare anche solo 20 minuti al giorno e credo che, vista la direzione in cui sta andando il nostro ecosistema, divenire coscienti e consapevoli di noi stessi sia l’arma vincente per salvare il pianeta. Bastano solo 20 minuti al giorno. Osservando il tutto da una prospettiva più grande, praticare mindfulness, potrebbe permetterci di far parte di quella che, potrebbe essere la nostra ultima chance di far sopravvivere la terra, sfruttata per millenni e privata delle sue risorse primarie anche da noi.

Sì da noi tutti.

Noi che abbiamo sempre fretta, siamo i figli del “non ho tempo!”,noi che ci nutriamo di cibo spazzatura, noi che, per non camminare per cento metri, utilizziamo l’auto, sempre noi che, con il pilota automatico inserito, buttiamo la spazzatura dove capita e sempre noi, che, nel nostro tempo libero, siamo inchiodati su internet e, con il nuovo arrivo del 5G, siamo ancora più felici. Un nuovo livello di consapevolezza è quello di cui abbiamo bisogno adesso, per i benefici a livello personale sopra elencati e, allargando lo sguardo, a livello collettivo, per i benefici che questo atto di coscienza apporterebbero a livello ambientale. Credo che i nostri figli e la Terra ce ne saranno estremamente grati.

Prendere coscienza di sé, dell’intorno e di conseguenza del nostro pianeta, iniziando a fare scelte consapevoli, per noi e per l’ambiente è un atto di profonda presenza mentale.

Fermiamoci. Respiriamo. Prendiamo coscienza. Torniamo all’essenza.

Un abbraccio.
Dottoressa Giuseppina Santacroce

P.S. Non hai mai sentito parlare di Mindfulness? Leggi l’articolo qui.

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